mai più senza (di te)
uff, che sforzo! questa settimana tengo chiuso...vado in vacanza, proprio come Dessa...eccheccazzo mica solo i disegnatori vanno in vacanza.
Detto fatto
Da qualche parte ho scritto di quando ero bambina e mio fratello raccattava bestie per la strada e le portava a casa. Devo averla già scritta questa cosa e a pensarci bene potrei fare il copia e incolla di quel comment, se solo ricordassi dov’è. Che ormai sono diventata peggio di tete: scrivo commenti che sono come post. Meglio, scrivo commenti che vorrei fossero come post, ma a differenza di tete, quasi mai ci riesco. Poi, comincio le frasi con il “che”, proprio come fa chinaski, che ormai è moda, ma chissà da chi ha imparato lui. Da qualche parte ho scritto quella cosa delle bestie raccattate per strada. Mi ricordo che dopo averla scritta ho pensato: devo raccontare, di quella volta, perchè era proprio una storiella divertente...Ma ora non mi ricordo più cosa volevo scrivere, cioè la storia sicuramente me la ricordo, il fatto, ma mi manca il titolo, il riferimento per pescare proprio quel coccio di memoria e tralasciare gli altri. Forse era quella volta che mia mamma gli ha rotto un piatto in testa, a mio fratello. In verità glielo ha appoggiato per scherzare, e quello si è rotto sul serio.
O forse quella volta che ero in bicicletta e uno ha aperto la porta della macchina e io mi ci sono schiantata dentro. Hai presente Fantozzi, appunto...Quella storiella me la ricordo bene. Sì, era settembre. Dell'anno scorso.
"La passione ci fa smettere di mangiare, dormire, di lavorare, di vivere in pace. Molti si spaventano perchè, quando compare, distrugge tutto ciò che di vecchio incontra. Nessuno vuole mettere a soqquadro il proprio mondo. Perciò alcune persone - tante - riescono a controllare questa minaccia, mantenendo in piedi una casa o una struttura già marcia. Sono gli ingegneri delle cose superate. Altri individui pensano esattamente il contrario: si abbandonano senza riflettere, aspettandosi di trovare nella passione la soluzione di tutti i loro problemi. Attribuiscono all'altro il merito della propria felicità, e la colpa della propria possibile infelicità. Sono sempre euforici perchè è accaduto qualcosa di meraviglioso, oppure depressi perchè un evento inatteso ha finito per distruggere tutto. Sottrarsi alla passione, o abbandonarvisi ciecamente: quale di questi atteggiamenti è il meno distruttivo? Non lo so."
Al(cool)... bene ho visto che in giro si parla di serate alcoliche, venerdì sera è stata una serata alcolica. Non così a caso, cioè lo sapevo ed ero preparata. Anzi, quasi l’aspettavo, perchè sono del parere che ogni tanto ci voglia. Solo che quando bevo, io sono pericolosa, per me stessa soprattutto. Mentalmente pericolosa. Penso, e penso male. La cosa positiva è che quando succede, solitamente non me ne ricordo. Mi resta solo la sensazione spiacevole di aver pensato male. Questa volta invece, mi sono fregata da sola: ho scritto ciò che ho pensato...com’è possibile?i miei giri mentali sono cominciati nel mio letto, all’alba, dopo una giornata strana: niente lavoro, la sua laurea, gli amici, la musica, ballare, divertirsi...una bella giornata a cui però è mancata una parte importante, che purtroppo mancherà ancora per qualche tempo. Una bella serata, con una nota negativa. Così succede che vai a casa, ti infili nel letto senza struccarti, sentendoti un po’ una schifezza e cominci a pensare. Ti addormenti per poco, sogni qualcosa, ti svegli e scrivi ciò che pensi...
Io non lo so come sono: cerco di scoprirlo ogni giorno. Tutte le volte che cerco di inquadrare la mia personalità, in un modo o nell’altro, riesco a smentirmi. Ho pensato di essere una persona buona, ma non è vero perchè le persone buone, intendo quelle profondamente buone, non feriscono le persone a cui vogliono bene. Io nella mia vita, sono riuscita a fare tanto male, per il mio egoismo, per ottenere ciò che volevo, senza dare il giusto peso alle mie azioni. Ecco, se penso a come sono io, mi vengono in mente solo cose negative: l’egoismo, appunto, l’egocentrismo, l’insicurezza malcelata in molti gesti, la ferma convinzione di avere sempre ragione, la permalosità, la vanità...
Qui mi sono dovuta fermare. Ne risulta una persona orribile.
Spero, la prossima volta, di prendere una ciucca un po’ più allegra.
Ho fatto il restyling del blog. Ho cercato di superare in fretta i problemi tecnici, soprattutto perchè ho ricevuto una notifica di sfratto dalla gentilissima Segretaria di Chinaski. Signorina, ho ripreso l'attività, la prego, si metta una mano sul cuore, non mi cacci, tengo famiglia.
Per problemi tecnici, questo blog rimarrà sospeso per un po'. Ciao!
...è molto bella l'immagine di un proiettile in corsa, è la metafora esatta del destino. Il proiettile corre e non sa se ammazzerà qualcuno o finirà nel nulla, ma intanto corre e nella sua corsa è già scritto se finirà a spappolare il cuore di un uomo o a scheggiare un muro qualunque. Lo vede il destino? Tutto è già scritto eppure niente si può leggere.
- Che succede, Pekish?
- Schifezze - rispose.
- Cosa sono le schifezze?
- Sono cose che nella vita non bisogna fare.
- E ce n'è tante?
- Dipende. Se uno ha tanta fantasia, può fare molte schifezze. Se uno è scemo magari passa tutta la vita e non gliene viene in mente nemmeno una.
La cosa si complicava. Pekish se ne accorse. Si tolse gli occhiali e lasciò perdere Jobbard, i tubi e le altre storie.
- Mettiamola così. Uno si alza al mattino, fa quel che deve fare e poi la sera va a dormire. E li i casi sono due: o è in pace con se stesso, e dorme, o non è in pace con se stesso e allora non dorme. Capisci?
- Si.
- Dunque bisogna arrivare alla sera in pace con se stessi. Questo è il problema. E per risolverlo c'è una strada molto semplice: restare puliti.
- Puliti?
- Puliti dentro, che vuol dire non aver fatto niente di cui doversi vergognare. E fin qui non c'è niente di complicato.
- No.
- Il complicato arriva quando uno si accorge che ha un desiderio di cui si vergogna: ha una voglia pazzesca di qualcosa che non si può fare, o è orrendo, o fa del male a qualcuno. Okay?
- Okay.
- E allora si chiede: devo starlo a sentire questo desiderio o devo togliermelo dalla testa?
- Già.
- Già. Uno ci pensa e alla fine decide. Per cento volte se lo toglie dalla testa, poi arriva il giorno che se lo tiene e decide di farla quella cosa di cui ha tanta voglia: e la fa: ed eccola li la schifezza.
- Però non dovrebbe farla, vero, la schifezza?
- No. Ma sta' attento: dato che non siamo calzini ma persone, non siamo qui con il fine principale di essere puliti. I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così, alle volte, vale la pena di non dormire per star dietro ad un proprio desiderio. Si fa la schifezza e poi si paga. E' solo questo davvero importante: che quando arriva il momento di pagare uno non pensi a scappare e stia lì, dignitosamente, a pagare. Solo questo è importante.
Pehnt stette un po' a pensare.
- Ma quante volte lo si può fare?
- Cosa?
- Fare schifezze.
- Non troppe, se si vuole riuscire a dormire ogni tanto.
- Dieci?
- Magari un po' meno. Se sono vere schifezze, un po' meno.
- Cinque?
- Diciamo due. poi se ne scappa qualcun'altra.
- Due?
- Due.